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La storiaNote storiche |
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Arte e Storia Locale a cura di Rosmary Maspero |
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Note storicheIntroduzione |
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Il Comune di Lentate sul Seveso - con le frazioni di Camnago, Birago, Cimnago e Copreno - si estende per circa 14 kmq., a 25 km. da Milano e ai confini con la provincia di Como. L'altitudine massima è raggiunta da Cimnago con 267 m., mentre Lentate è situato a 250 m. Il territorio è attraversato dalla Nazionale dei Giovi, o Comasina, strada di grande importanza fin dall'antichità: fatta costruire dai Romani per scopi militari onde collegare Milano e Como, venne ampliata e potenziata da Napoleone Bonaparte. Da un punto di vista geologico, in epoca preistorica questa zona, dopo il ritiro dell'Adriatico dalla Pianura Padana, fu interessata da ripetute glaciazioni. Con il mitigarsi del clima e lo sciogliersi dei ghiacciai, cominciò ad essere solcata dai torrenti che trasportavano materiale ghiaioso, il cui accumulo in fasi successive ha prodotto quei terrazzi a gradinata propri del nostro territorio.
Secondo la tesi più diffusa Lentate, pur trovandosi in parte al di qua e in parte al di là del fiume Seveso, apparterrebbe comunque alla Brianza, nome - presumibilmente derivato dalla parola celtica "brig" o "briga", che significa altura, collina - con il quale si designa comunemente il territorio delimitato ad ovest dal Seveso, a sud dal canale Villoresi, a est dall'Adda e a nord dalle Prealpi lombarde. Nel Medioevo era espressione dell'unità politica della Brianza il contado rurale della Martesana, che comprendeva anche la pieve di Seveso, a cui Lentate sarebbe appartenuto fino al XVI secolo, prima di diventare una parrocchia autonoma.
L'origine del toponimo "Lentate" è incerta. Il Parroco Don Giovanni Varina (vissuto nel XIX secolo) nel suo Zibaldone propone tre interpretazioni: la prima fa derivare "Lentatum" da "Lentificatum", luogo in cui cresce il "lentificus", o lentischio (pianta olifara, coltivata nel comasco in epoca romana); in base alla seconda ipotesi, sarebbe stato il corso "lentus", placido, tranquillo del fiume Seveso a conferire il nome al paese; la terza interpretazione, infine, considera "Lentate" come voce contratta di "Linteatum", termine che alluderebbe alla produzione di lino in uso già tra i Galli in questa località.
Nel 1862, su richiesta del Ministero dell'Interno, il Comune dovette aggiungere a "Lentate" un'ulteriore denominazione che lo distinguesse da altri Comuni aventi lo stesso nome (c'era per esempio un Lentate vicino ad Angera). Il Consiglio Comunale scelse allora di accostare a Lentate "sul Seveso". Con l'approvazione accordata nel 1941 da Vittorio Emanuele III anche Lentate poté darsi uno stemma proprio. Ne risultò un emblema intessuto di reminiscenze storiche: una banda dorata ad onde, simboleggianti il fiume Seveso, suddivide diagonalmente il fondo rosso recante due raffigurazioni che riproducono l'una un porro - allusione all'omonima famiglia feudale di Lentate, vassalla del monastero di S. Simpliciano di Milano fin dal XII secolo -, l'altra il castello che anticamente pare sorgesse a Copreno. Lo stemma, sormontato da una corona a mura merlate, in ricordo delle lotte per l'autonomia sostenute dai Comuni italiani, è racchiuso da un ramo di quercia e da un ramo di alloro, auspicanti solidità e gloria.
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Note storicheIl Medioevo |
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Nel IV secolo a.C., attraversate le Alpi, si stanziarono nella nostra area - già abitata dai Liguri in età preistorica - i Galli, o Celti, che furono sottomessi dai Romani. Disgregatosi l'Impero Romano, l'Italia venne invasa dai Barbari, finché, nel VI secolo, i Longobardi si stabilirono nella regione che da essi prese appunto il nome di Lombardia, facendo di Pavia la loro capitale. Quando i Franchi sconfissero alla fine dell'VIII secolo l'ultimo re longobardo, Desiderio, la Lombardia entrò a far parte del Sacro Romano Impero creato da Carlo Magno, in cui si sarebbe affermato il sistema feudale basato su rapporti di vassallaggio.
Sappiamo che agli inizi dell'XI secolo Cimnago era sottoposto alla giurisdizione del monastero delle Benedettine di Meda, mentre le prime notizie sicure riguardanti Lentate, Birago e Copreno risalgono al XII secolo, epoca in cui il castello e la giurisdizione di Copreno, nonché la chiesa di S. Vito a Lentate, erano registrati tra i possedimenti dell'abbazia benedettina di S. Simpliciano a Milano. Nel Medioevo la decadenza economica ed urbana era stata in Italia minore che altrove. Dopo il Mille assistiamo comunque in tutta l'Europa occidentale ad una crescita demografica, connessa al miglioramento delle tecniche agricole e ad una cospicua ripresa delle attività finanziarie, commerciali e artigianali.
Con il progresso economico e l'emergere di gruppi sociali sempre più dinamici, le città dell'Italia centro-settentrionale presero a lottare per ottenere l'autonomia politica dalle tradizionali strutture feudali. Ma i contrasti, spesso cruenti, tra le famiglie egemoni segnarono la fine degli ordinamenti democratici e determinarono il passaggio dal Comune alla Signoria. I signori si imposero per lo più presentandosi quali garanti della pubblica sicurezza e diedero vita a proprie dinastie. I conflitti con gli altri Stati italiani e le rivalità interne indebolirono anche il principato di Milano, finché Ludovico il Moro, per potervi regnare incontrastato, chiamò in suo aiuto alla fine del Quattrocento il re di Francia Carlo VIII. Ripetutamente invasa da eserciti stranieri, priva di unità politica e territoriale, l'Italia perse la sua indipendenza. Occupata da Carlo V d'Asburgo, la Lombardia sarebbe rimasta soggetta agli Spagnoli fino al XVIII secolo.
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Note storicheLa dominazione spagnola |
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I secoli di dominazione spagnola determinarono un grave regresso per la Lombardia: guerre, malgoverno, corruzione, imposizioni fiscali sempre crescenti indebolirono le capacità d'investimento, danneggiando tanto le aziende agricole quanto le manifatture tessili. A ciò si aggiunsero carestie ed epidemie: infatti nel 1576 e dopo il 1628 anche questa zona fu colpita dalla peste; a causa della diffusione del contagio, che aveva interessato particolarmente la vicina Seregno, agli abitanti di Lentate fu vietato di uscire dai confini del paese. Come risulta dai registri parrocchiali, nel 1648 il paese contava soltano 530 abitanti.
I governatori spagnoli lasciarono sussistere i vecchi retaggi feudali. Nel 1538 il feudo della pieve di Seveso - che includeva anche Lentate - fu acquistato dalla famiglia Carcassola e successivamente venne diviso con quella degli Arese. Nel Seicento, dunque, mentre Camnago passò agli Arese, Lentate, Birago, Copreno e Cimnago restarono ai Carcassola, insigniti del titolo di marchesi di Lentate. Birago fu di lì a breve ceduto ai Casnedi in cambio di Ceriano, e Camnago fu comprato dai Crivelli, signori di Inverigo.
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Note storicheIl settecento |
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Al termine della guerra di successione spagnola, la Spagna borbonica dovette cedere nel 1714 all'Impero Asburgico importanti territori, tra i quali la Lombardia. Con l'efficiente amministrazione austriaca dei sovrani "illuminati" Maria Teresa e Giuseppe II d'Asburgo la regione conobbe una rapida ripresa economica, che interessò anche la Brianza. Prevalente era ancora l'attività agricola, in parte finalizzata all'autoconsumo, in parte al mercato; vite, granoturco e gelso erano i principali prodotti del suolo. La coltivazione del gelso era strettamente connessa all'allevamento dei bachi da seta, che, alimentando le manifatture tessili, consentiva una buona integrazione economica tra città e campagna. L'artigianato e la lavorazione del legno rafforzavano a loro volta un quadro produttivo sufficientemente differenziato, che saprà resistere per tutto il XIX secolo.
Sul piano politico e culturale il Settecento è il secolo delle riforme, dell'abbattimento degli ordinamenti feudali, dei dibattiti, della razionalità critica ed analitica.
Mentre alla fine del Settecento Camnago e Cimnago divennero frazioni del Comune di Lentate, inserito dagli Austriaci nel Distretto di Barlassina, Birago e Copreno erano ancora indipendenti. Già ceduta dai Caracassola ai Casnedi, Birago passò ai Confalonieri di Milano e, infine, nel 1794, ai Raimondi di Como.
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Note storicheL'ottocento |
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Proclamata Regno nel 1805, l'Italia entrò a far parte dell'Impero napoleonico, ma, dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte, il Congresso di Vienna nel 1814-15 cancellò i mutamenti politico-territoriale intercorsi e ripristinò in Europa i precedenti confini e le preesistenti dinastie. Fallito il tentativo di costituirsi come nazione indipendente, l'Italia continuò ad essere divisa in staterelli, e la Lombardia restò soggetta agli Asburgo fino al 1859.
A Lentate Villa Volta era nel frattempo divenuta sede d'una caserma austriaca e un altro presidio dal 1848 al 1855 fu tenuto dagli austriaci nella Villa Raimondi di Birago. Furono anni difficili e il paese venne anche colpito da un'epidemia di colera, che imperversò dal 1854 al 1855.
Nel 1861 nacque il Regno d'Italia. Il territorio nazionale fu diviso in circondari, prefetture e comuni, i cui funzionari erano alle strette dipendenze del Ministero degli Interni. Lentate ebbe il suo primo sindaco nel 1870. Proprio nel 1869 Vittorio Emanuele II aveva accordato a Copreno e a Birago, fino a quel momento autonomi, la facoltà di unirsi al Comune di Lentate, ottemperando ad una richiesta già formalmente inoltrata in passato, ma non considerata dalla precedente amministrazione austriaca.
Avviato in ritardo e in modo tutt'altroche uniforme il processo di industrializzazione, l'Italia cercava intanto di colmare il divario economico che la separava dagli altri Stati europei. In Brianza la svolta si attuò nell'ultimo decennio del XIX secolo, quando, in modo per altro graduale e non traumatico, presero a crescere sensibilmente le attività manifatturiere ed industriali. A Lentate l'agricoltura continuava comunque a costituire la principale fonte di sostegno per la popolazione, che nel 1901 aveva superato i 5000 abitanti.
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Note storicheIl novecento |
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Gli anni della prima guerra mondiale furono difficili per il paese. Nel 1918 alla guerra si aggiunse l'epidemia di "spagnola", che colpì i due terzi degli abitanti di Lentate e causò una cinquantina di vittime.
Il primo dopoguerra fece esplodere tensioni e conflitti sociali, fino all'avvento del fascismo. Durante la seconda guerra mondiale numerosi episodi bellici coinvolsero direttamente coinvolti gli abitanti di Lentate, che nel '43, dopo i bombardamenti su Milano, si riempì di sfollati provenienti dal capoluogo, alloggiati nelle scuole, nel palazzo del fascio e nella casa parrocchiale.
Nel secondo dopoguerra anche Lentate partecipò alle trasformazioni economiche in atto. La Brianza, che aveva conosciuto uno sviluppo continuo, ma non brusco, nei decenni precedenti, fu ora investita da una massiccia industrializzazione, che vide soprattutto la crescita del settore meccanico, causando parallelamente il declino delle tradizionali manifatture tessili e la crisi del mondo rurale.
Fu infatti la zona a nord di Milano ad essere coinvolta per prima in un'espansione economica e urbana senza precedenti per una serie di fattori concomitanti: le caratteristiche geofisiche, che rendevano il suolo ciottoloso e asciutto, meno ambito dal capitalismo agrario di quello della Bassa Padana; la presenza di un tessuto artigianale diffuso; la preesistenza di una fitta rete di infrastrutture viarie. L'incremento demografico più consistente, anche per effetto dell'immigrazione dal sud d'Italia, interessò Lentate soprattutto negli anni Sessanta.
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