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Auguri dal Brasile

Padre Franco ci scrive per tenerci informati sulle attivtà organizzate dai missionari. I laboratori professionali e l’ospedale aiutano tentissimi giovani, non facciamo mancare il nostro aiuto

 

Carissimi Amici, a tutti voi, auguro una Santa Pasqua.

Vi auguro di tutto cuore che riusciate a compiere il grande miracolo di resuscitare chi si trova in condizioni di morte. Fate questo miracolo con la forza di Cristo resuscitato.

Vi penso sempre e continuo a pregare per voi, vi sono vicino con la mia amicizia, il mio affetto e la mia riconoscenza.

Vi mando qualche notizia della nostra Missione di Cacoal, per tenervi informati di quanto, grazie alla vostra collaborazione e alla vostra solidarietà stiamo facendo.

Passate le feste di Carnevale, che qui in Brasile, per lo meno nelle grandi città sono quasi un rito religioso, abbiamo ripreso tutte le nostre attività pastorali.

Quest'anno celebreremo le Missioni Popolari e per questo stiamo lavorando per preparare i missionari e missionarie laici che realizzeranno questo progetto.

Vogliamo celebrare l'anno Eucaristico, ricordare i 50 anni di presenza missionaria delle suore Comboniane in Brasile e 30 in Cacoal e celebrare, il 23 e 24 luglio, in una maniera tutta particolare i 20 anni del martirio di Padre Ezechiele.

Abbiamo ricominciato il nostro lavoro con 120 bambini/e di alcune famiglie che si trovano in una situazione molto precaria. Sono stati contentissimi di ricominciare e nonostante la pioggia che in questo periodo sta causando gravi disaggi nessuno sta mancando.

Vi trasmetto una letterina che un bambino mi ha scritto a Natale:

"Mi chiamo Jonatas, ho otto anni e ho due fratelli. Natale si avvicina e ti scrivo piangendo perché non ho mai ricevuto un regalo. Mio papà non ha nessuna possibilità e ogni Natale aspetto un regalo che non arriva mai. Mio papà, costuma passare il giorno di Natale dormendo perché non ha il coraggio di guardarci in faccia e vedere i nostri occhi che implorano un regalo come tutti i bambini. Il giorno dopo Natale, il papà ci guarda triste e ci dice: perdonatemi, figli miei, ma non posso fare niente per farvi felici e piange di tristezza.

Ci sono giorni che non abbiamo niente da mangiare e i miei fratelli piangono e io piango con loro.

La mamma é senza lavoro e ogni giorno esce per cercare qualche lavoro, ma non ci riesce perché in questo periodo e molto difficile e quando ritorna ci abbraccia piangendo e io non voglio che la mamma passi la vita chiedendo elemosina per darci qualche cosa da mangiare.

Ogni giorno io cerco di aver cura dei miei fratellini che si chiamano Nicola, 2 anni e Diogo, 5 anni. Sogno di aver una bicicletta per poter giocare con i miei fratellini.

Padre Franco realizza il mio sogno e non lasciare che passiamo il prossimo Natale con fame e poi non ho neppure un paio di sandali e vesto quello che mia mamma riesce a ricevere da alcune persone. Non mi abbandonare e realizza il mio sogno: suo amico Jonatas"

Penso che questa letterina parli da sola e anche se il Natale é passato ...Pasqua può realizzare il sogno di Jonatas e di tanti altri bambini.

Il centro di professionalizzazione ha ripreso le sue attività e più di 300 giovani stanno frequentando il Centro che si presenta in una maniera molto migliore. Possiamo offrire, anche, la possibilità di un corso di meccanica in quanto alcuni amici della ONG "Senza Frontiere" ci hanno inviato il materiale per realizzare questo corso.

La scuola di agraria non riesce ad ospitare tutti coloro che vorrebbero partecipare. Il numero di ragazzi e ragazze che vorrebbero partecipare é molto superiore alle possibilità della scuola e ed é molto triste dire "non c'è posto".

I lavori dell'ospedale San Daniele Comboni stanno continuando, in mezzo a mille difficoltà, ma siamo riusciti a coprire il centro chirurgico e ambulatoriale ed ora speriamo di poter costruire anche un reparto per degenti. La difficoltà maggiore che stiamo incontrando é la mancanza di "benzina", ma confido molto nella Divina Provvidenza e sono sicuro che non ci lascerà mancare la "benzina " per continuare.

L'interesse della gente é grandissimo e ogni sabato, realizziamo un lavoro comunitario gratuito e partecipano sempre un centinaio di persone; sabato scorso ne sono venute quasi 200.

Tutti sentono la necessità di quest' ospedale ed é per questo che l’interesse e le aspettative sono grandissime e le necessità più ancora.

In questi mesi abbiamo avuto una epidemia di dengue, una malattia causata da alcuni tipi di zanzara che causa un malessere generale, febbre altissima, vomito e dolori in tutto il corpo e dura una quindicina di giorni. Più di 3.000 persone hanno fatto questa triste esperienza e, anche noi padri, non siamo rimasti esenti. Eravamo in tre e tutti e tre ce la siamo beccata. Io ho dovuto essere internato per qualche giorno all' ospedale perché la febbre era molto alta e c'era il pericolo che si trasformasse in una dengue emorragica.

Ora, grazie a Dio, sto meglio ma ci vorrà ancora qualche giorno per potermi sentire in forma. La paralisi facciale va meglio ma ancora rimangono dei segni abbastanza visibili.

Scusatemi se sono stato un pò lungo, ma ho voluto passare qualche minuto con voi, perché in vostra compagnia mi sento bene e soprattutto mi sembra di avervi vicino e ricevere il vostro appoggio e il vostro coraggio. Da parte mia, vi ricordo sempre con tanta amicizia e vi assicuro che siete sempre presenti nella mia preghiera. Ancora una volta grazie per la vostra collaborazione e che il Signore ricompensi la vostra generosità e solidarietà.

A voi e alle vostre famiglie auguro una Santa Pasqua e vi ripeto "fate il miracolo di resuscitare qualcuno".

Buona Pasqua e a presto. Padre Franco Vialetto

 

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