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PIAZZA SAN VITO VIETATA

Passando per il centro di Lentate, si viene irrimediabilmente sopraffatti da un senso di profonda malinconia.

Basti pensare che tra la fine di dicembre 2004 e le prime settimane del 2005, in Via Garibaldi e in Via Giovanni XXIII, a ridosso di Piazza San Vito, hanno chiuso i battenti ben tre attività: lo storico negozio di scarpe "Caimi", la gioielleria "Toppi" e il centro di abbronzatura.

Accadimenti di questo genere non possono venire trascurate dai cittadini del Comune e, soprattutto, dagli amministratori dello stesso e ci obbligano a riflettere seriamente su un presente preoccupante e su un futuro pieno di interrogativi.

Tralasciando, in questo ambito, specifiche considerazioni di carattere economico-commerciale, ci preme porre l’attenzione sugli effetti che tali accadimenti avranno sulla vita sociale di noi cittadini.

Per chi vive a Lentate da sempre, è triste pensare di non potere più fermarsi dal calzolaio o dall’orefice di fiducia per fare acquisti e scambiare due chiacchiere sugli avvenimenti del paese. Infatti, il vivere di una comunità come la nostra è fatta di confronto con la gente che qui vi lavora e che è a contatto ogni giorno con la gente.

Se non saremo in grado di porre un freno a questa tendenza svuoteremo il nostro paese della propria linfa vitale, condannandolo ad essere un centro fantasma, vuoto e desolato. Inutile negare che, se non ci sono negozi la gente non ha particolari motivi per recarsi in centro, precludendosi così la possibilità di vivere il paese incontrando altre persone. A cosa sarà servito, allora, spendere milioni di Euro per "riqualificare" Piazza San Vito, se nessuno avrà mai un motivo per vivere la stessa????

Il provvedimento preso dall’Amministrazione Brunati è stato quello di adottare il divieto di accesso in Piazza, per chi proviene da Via Garibaldi. Tale provvedimento ha creato seri problemi ai punti vendita che si affacciano sulla piazza e sulle vie adiacenti. La possibilità di far conoscere i propri prodotti e quella che vengano acquistati sono sensibilmente diminuiti.

A questo fatto noi rispondiamo che la grande come la piccola distribuzione devono essere complementari: la prima per soddisfare il servizio di massa, la seconda, che dispone di maggiore attenzione alla persona, deve supportare la capacità di offrire il sapore dei prodotti locali, il gusto della tradizione, la magia del dialogo commercianti - concittadini, realtà tutte delle quali non vogliamo né possiamo fare a meno.

Per questo motivo è dovere assoluto di chi amministra la nostra comunità fare il possibile per mantenere le attività in essere e favorire la nascita di nuovi punti vendita e di attrazione.

Non è forse il caso di riunirsi e reagire con un intervento serio ed immediato prima che sia veramente troppo tardi?

Lentate Casa delle Libertà

 

PRIMAVERA: TEMPO DI RINNOVAMENTO, DI PROGETTI E DI SOGNI

Con l’arrivo della Primavera si assiste al risveglio della Natura dopo il letargo invernale; anche se il clima si è modificato e malinconicamente facciamo ormai fatica ad interpretare la mezza stagione, la natura imperterrita va per il suo corso e ai primi caldi, — di gennaio? di febbraio? di marzo? chissà… — indipendentemente dall’inizio della primavera astronomica coincidente con l’equinozio del 21 marzo, esplode in tutti i suoi colori per ricordarci ancora una volta che la vita è bella nonostante tutto!

Si assiste così allo strabiliante progetto della natura che rinnova ogni volta se stessa.

Noi umani abbiamo solo da imparare dalla natura del cui ciclo vitale siamo protagonisti, anzi falsi padroni.

Ogni qualvolta ci fermiamo a ricordare i bei tempi andati, vissuti dai nostri genitori o dai nostri nonni, durante i quali si seguivano semplicemente i ritmi lenti, quasi contemplativi del vivere secondo natura ci sentiamo a disagio, paragonandoli con il nostro vivere frenetico alla ricerca del tempo che viene sempre meno e che costa sempre di più.

Intendiamoci: anche una volta non era tutto rose e fiori… le innovazioni in campo medico piuttosto che quelle trovate nel campo dei comfort abitativi ci hanno fatto crescere e migliorare il nostro livello di vita. Chi di noi rinuncerebbe ormai all’acqua corrente o ai farmaci senza i quali una volta si trovava facile e prematura morte?

Certo è che oltre ai bisogni primari, ormai siamo in balia e resi schiavi di altri che primari non sono (e qui è inutile fare l’elenco… ognuno potrebbe facilmente sciorinare le inutili e innumerevoli proposte ormai diventate essenziali e a caro prezzo).

I falsi bisogni e la velocità della quotidiana esistenza sono quindi due punti critici dell’uomo contemporaneo, con i quali il confronto diventa sempre più complesso. Veniamo sistematicamente macinati da ansie, stress e problemi che il più delle volte risultano falsi e autoindotti per uno strano meccanismo autoalimentante.

Quante persone conosciamo che alla domanda: "Come va?" rispondono: "Bene…" per poi aggiungere: "Però se trovassi un baretto da gestire in un’isola dei Tropici… partirei subito lasciando il lavoro che mi stressa e che non mi fa arrivare a fine mese come vorrei!"

La destinazione e le motivazioni potrebbero essere logicamente diverse, ma la sostanza non cambia: molti di noi stanno perdendo la capacità di fare progetti e di guardare al futuro in modo innovativo, lasciandosi trasportare da una sorta di routine quotidiana senza smalto.

Soprattutto poi se chi ci governa continua ad affermare che tutto va bene, che l’economia tira, che le tasse si sono abbassate, — salvo poi trovare aumenti a destra e a manca che polverizzano il contentino propagandistico — vedere in bianco e nero non è poi così difficile.

Gli Italiani… un popolo che ha fatto del design, della capacità imprenditoriale e della qualità del prodotto la sua bandiera si sta ritrovando in braghe di tela, anche se qualcuno continua a dirgli, imperterrito e impenitente, che i pantaloni sono di raso.

Gli Italiani… un popolo che sa fare sacrificio, si sacrifica se non viene preso in giro; basterebbe dire le cose chiaramente per far rimboccare le maniche agli Italiani e farli ricominciare a sognare!

Invece tutto va bene… anzi se cambiasse chi governa gli Italiani si andrebbe incontro sicuramente ad un periodo di terrore e si ritornerebbe al medio evo!

Proprio vero che non esistono più le mezze stagioni, ma soprattutto la mancanza di buon senso nel governare così la Nostra bella Italia!

ITALIA NON SOFFRIRE PER FORZA… sogna il tuo progetto di rinnovamento, naturamente!

Lentate Democratica

 

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