ASSOCIAZIONI -
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"Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,
siate un cespuglio nella valle, ma siate il migliore piccolo cespuglio.
Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il sole, siate una stella.
Siate il meglio di qualunque cosa siate.
Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati
e poi mettetevi a farlo appassionatamente.
(Martin Luther King)
LAMMINISTRAZIONE COMUNALE
E TUTTE LE ASSOCIAZIONI
DI VOLONTARIATO DI LENTATE SUL SEVESO
AUGURANO A TUTTI UN FELICE S. NATALE
E UN 2007 DI PACE E SERENITà
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1956 - 2006: 50 anni di AVIS
A cura del Presidente dellAVIS Luca Colombo
Il 22 ottobre scorso, finalmente, abbiamo vissuto il giorno della festa, della meritata festa! Dopo una rincorsa durata un anno, abbiamo festeggiato il cinquantesimo compleanno dellAVIS di Lentate. Abbiamo avuto lonore di festeggiare insieme al suo Fondatore e Presidente per 42 anni, il Maestro Caimi, che qui ringrazio per il meraviglioso esempio che ha propagato in ciascuno di noi. E con lui anche il suo successore, Luigi Moltrasio che ha guidato lAVIS per 6 anni e che collabora nel consiglio da più di 30 anni. Ma soprattutto con 274 donatori, ex donatori e simpatizzanti e con 37 AVIS appartenenti ad altrettanti paesi della Provincia di Milano.
SullAVIS si sono dette tante cose in cinquantanni di vita: tante e tutte perfette ne ha dette il Maestro Caimi in 42 anni di inviti, sollecitazioni e relazioni. Il rischio concreto è quello "ripetere ancora le solite cose" anche se ricordare che lAVIS, o meglio i donatori dellAVIS, salvano le vite umane non è mai retorica, banalità o semplicemente ripetizione. E soltanto la verità che noi abbiamo il compito di dover sempre ricordare a tutti.
I primi cinquantanni dellAVIS si possono sintetizzare in due numeri: 47.200 donazioni e 2.000 donatori.
47.200 donazioni: sono tante, sono un numero davvero grosso. E soprattutto se pensiamo che costituiscono 47.200 atti che hanno dato sollievo, guarigione e speranza ad altrettante persone che non conosciamo. 47.200 sacche di sangue: per renderci conto di quante sono proviamo ad immaginarle una accanto allaltra in una fila lunghissima. Possiamo dunque concretizzare quanta strada ha fatto lAVIS di Lentate, ovvero di quanto bene ha fatto lAVIS di Lentate. E proviamo ancora ad immaginare di togliere una sola sacca; senza di questa manca qualcosa, cè un vuoto e questo vuoto è più visibile di tutta la fila. Questo significa che ogni singola donazione è stata importante, ogni singola donazione ha la sua dignità, il suo ruolo, il suo significato. E un tassello insostituibile.
E poi laltro numero importante è 2.000: tanto quanto i nostri donatori. Alcuni non ci sono più, altri sono "in pensione", altri donano ancora e, spero, altri ne verranno. Tutti però sono annoverati nella grande famiglia dellAVIS. Sono tanti 2.000 donatori: ma noi speriamo che un giorno possano essere 4.000, e speriamo che questo giorno non sia troppo lontano. E qui chiediamo aiuto a tutti quanti. Aiutateci.
Però il 22 ottobre scorso si è festeggiato un evento di portata storica per Lentate tutta. Infatti lAVIS è, se non la più vecchia, sicuramente una delle più vecchie associazioni di volontariato che operano sul territorio. Ancora grande merito al Maestro Caimi che lha voluta ed un grande grazie a chi lha voluta con lui. E mi riferisco ai compianti Giovanni Mariani e Giuseppe Galimberti, che vengono considerati i co-fondatori. Un enorme ringraziamento anche al Dr Benelli che da 43 anni è il nostro Direttore Sanitario, ovvero è langelo custode della nostra salute. Un grazie anche a tutte le Amministrazioni Comunali che si sono succedute: ci hanno sempre dimostrato di essere fieri di averci operativi sul territorio lentatese.
E poi grazie a tutti coloro che sono passati nel corso di cinquantanni a collaborare con noi. Non posso ricordarli tutti anche perché non voglio dimenticarmi di qualcuno. Chiunque si sente partecipe della nostra storia si senta personalmente ringraziato non tanto da me, o dal Consiglio, ma da chi vive oggi per merito suo.
Questanno abbiamo cercato in tutti i modi di farci conoscere, di far capire a tutti il nostro scopo. Abbiamo chiesto e ottenuto collaborazioni da tante altre associazioni di volontariato. E qui ringrazio lOASI con il quale abbiamo condiviso un teatro con i ragazzi diversamente abili, ringrazio la Puska e lo Sci Club per la divertente e faticosa biciclettata, il Dr Jones per la bellissima serata di tutela della nostra salute cardiologia, i ragazzi dellOratorio di Birago per la serata di musica con cui abbiamo raggiunto tanti giovani, la Banda G.Verdi di Camnago per una festosa serata in musica e poi lAIDO e lAssociazione volontari lentatesi per la prevenzione dei tumori per averci aiutato a far capire che la donazione è un atto di civiltà. Abbiamo poi ideato una mostra fotografica sulla nostra storia che è stata esposta nellambito delle feste patronali di Lentate e delle sue frazioni. In ultimo, ma cronologicamente per primo, abbiamo poi dato vita ad un concorso per aiutarci a dare un volto, un immagine, un simbolo al nostro cinquantesimo. E grazie alla collaborazione del Dr Iorio e di una giuria scelta, abbiamo identificato nellopera di Mario Ceppi il simbolo del nostro cinquantesimo compleanno. Da questo logo abbiamo, poi, ricavato una medaglia ricordo che distribuiremo a tutti i donatori e a tutti coloro che ne vorranno copia (chi la volesse può richiederla direttamente alla Sezione o a tutti i Consiglieri). E tutto questo solo e soltanto per raccogliere nuovi donatori e per far capire a tutti che lAVIS cè e ha bisogno di ognuno di voi.
Nei giorni scorsi abbiamo distribuito a tutte le famiglie lentatesi un opuscolo che racconta la nostra storia; ha lo scopo di far conoscere a tutti i cittadini di Lentate che lAVIS opera sul nostro territorio da 50 anni ma che vuole continuare per ancora tanti anni. Per la realizzazione di questa pubblicazione, un ringraziamento particolare va al fotografo, Flavio Caimi, che in prima persona ha seguito e fisicamente ricostruito immagini della nostra storia. Un grazie per questo lavoro e per tutti quelli che nel corso degli anni, in silenzio ma con grande passione e generosità, ha sempre donato alla nostra sezione.
Ora però vorrei chiudere questo articolo rubando le parole a due grandi del nostro tempo, e mi riferisco a Carlo Azeglio Ciampi e Giovanni Paolo II. Vorrei che queste parole divenissero il nostro motto per i prossimi cinquantanni. In occasione della consegna della cittadinanza onoraria da parte del Sindaco di Roma loro, dopo un breve discorso, pronunciarono queste parole: ..... bene e adesso "damose da fa". Spero che anche noi ci "daremo da fare" tutti insieme per costruire un futuro di speranza.
"Gli amici del mare"
Associazione di volontariato a favore di persone diversamente abili
Passeggiando nei luoghi di villeggiatura, specialmente in quelle marine, si incontrano persone tutte tirate alla moda, particolarmente le ragazze; non ne vedi una bruttina, tanto che ti chiedi, ma dove andranno tutti coloro meno dotati nell'aspetto, magari con problemi fisici e altro, in poche parole i così detti disabili.
Questo enigma l'ho risolto conoscendo un gruppo di persone: uomini e donne, giovanissimi e gente matura che una ventina d'anni fa decisero quasi per gioco di iniziare una nuova avventura, senza troppi preamboli e nella totale indipendenza economica e organizzativa, che puntualmente nel mese di luglio, ma anche in altre occasioni, si mobilitano affinché certe creature "speciali" possano gioire e godere attimi di spensieratezza in una realtà turistica bella e famosa - parlo di Sestri Levante - località individuata e scelta dai pionieri di questo gruppo, con l'annesso nome (Amici del mare). Nel nostro comune molte sono le organizzazioni che operano per aiutare il prossimo, ma forse è giusto mettere in risalto anche questa piccola realtà che non solo ha dato in questi anni la possibilità a centinaia di persone di vivere dei periodi di vita staccati dai propri cari dai quali dipendono quasi totalmente, ma ha anche contribuito ad insegnare a tanti giovani e non, la bellezza di vivere giornate ricche di sano altruismo con gente più sfortunata di te.
Non voglio fare l'elenco dei nomi di chi partecipa a questa iniziativa, anche perché qualcuno purtroppo ci ha lasciato e la maggior parte è schiva alla ribalta, ma Ernesto e Nuccia li voglio citare perché sono i veri trascinatori da sempre, sperando che molti altri in futuro possano seguire il loro esempio in una società che tanto corre e non si accorge di chi non ha la forza per seguirli.
Uno degli amici