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Lentate esclusa dalla neonata Provincia di Monza e Brianza

Qualche mese fa, sulla prima pagina di questo giornale, si leggeva PROVINCIA DI MONZA: IL NO DI LENTATE. Nell’articolo che seguiva, il Sindaco Dott. Brunati illustrava orgogliosamente le motivazioni che avevano indotto la maggioranza a "pronunciarsi contro la Provincia di Monza".

Noi riteniamo che la scelta fatta nel 1999 dall’Amministrazione Comunale sia passibile di gravi critiche.

Innanzitutto, è un dato di fatto innegabile che la Brianza sia comunemente considerata come uno dei "motori d’Europa": pertanto, escludere il comune da tale realtà significa privarlo di una importante possibilità di sviluppo economico e sociale, in quanto i vantaggi che nel medio e lungo periodo si realizzeranno su questo territorio, non potranno coinvolgere anche Lentate.

Altro rischio da non sottovalutare è quello dell’isolamento.

Se, infatti, si osserva una cartina geografica, non si può fare a meno di notare come Lentate sarebbe interamente circondato da comuni della nuova Provincia di Monza e Brianza e della Provincia di Como, senza quindi avere un collegamento diretto con Milano, con il conseguente rischio di venire per così dire "ignorati" dal Capoluogo lombardo.

Bisogna poi considerare che, per tradizione, il territorio di cui facciamo parte è ricco di piccole e medie imprese nonché di attività artigianali, elementi che caratterizzano parimenti la realtà economica di Monza e della Brianza. Di contro Milano vede come settore produttivo principale il terziario.

Ci domandiamo: che senso ha legare Lentate ad una realtà produttiva ed economica assolutamente eterogenea rispetto alla nostra? Non si rischia, così facendo, di svuotarne gravemente il tessuto sociale e produttivo???

Ed ancora. In base al cd. "principio di sussidiarietà", l’intervento sussidiario della mano pubblica deve essere portato dal livello più vicino al Cittadino (Comune, Provincia, Regione, Stato, Unione Europea), in quanto tale gradualità di intervento è garanzia di efficacia ed efficienza. È ragionevole pensare che se Lentate avesse come "interlocutore" un ente territorialmente e culturalmente più vicino (Monza anziché Milano), le esigenze del Comune verrebbero maggiormente prese in considerazione, favorendo in tal modo una più significativa risoluzione dei problemi.

In queste poche righe abbiamo potuto illustrare solamente alcuni dei tanti motivi che ci spingono ad affermare l’importanza della nuova Provincia di Monza e Brianza.

Il nostro impegno futuro sarà quello di impegnarsi al fine di fare entrare Lentate in questa nuova e promettente realtà.

Casa delle Libertà

 

Europa: il vecchio continente guarda al futuro

Molto si è parlato e scritto in questo periodo riguardo ai valori fondanti del Trattato Costituzionale europeo approvato il 18 giugno a Bruxelles e firmato a Roma il 29 ottobre di quest’anno.

Interessate è allora ricordare quali sono i principi e i valori fondamentali sui quali poggia l’Europa. "L’Unione si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi quelli delle persone appartenenti ad una minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società fondata sul pluralismo, sulla non discriminazione, sulla tolleranza, sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla parità tra donne e uomini.". Sono, in effetti, gli stessi valori culturali ed etici che stanno alla base della civiltà occidentale e della tradizione umanistica europee.

Il valore della dignità inviolabile della persona umana pone al centro la persona e ne tutela i diritti (alla vita, all’integrità fisica e psichica); gli Stati membri dovranno rispettare i principi del pluralismo, della non discriminazione, della tolleranza, della giustizia, della solidarietà e della parità tra uomini e donne.

Un altro valore fondamentale citato dalla Costituzione europea è quello della libertà solidale, nel senso che il rispetto della dignità della persona e il riconoscimento della dimensione solidale dei rapporti tra le persone viaggiano in parallelo. Sulla concezione solidale della dignità personale la Costituzione fonda la parità tra uomo e donna, il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione, la libertà d’espressione e d’informazione, la libertà di riunione e d’associazione, il diritto di costruire una famiglia, la tutela dei diritti del bambino.

Il valore dell’uguaglianza di tutti i cittadini, senza discriminazioni dovute al sesso, alla razza, al colore della pelle o all’origine etnica o sociale, alla lingua, alla religione o alle convinzioni personali assicura che "l’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri davanti alla Costituzione e la loro identità nazionale legata alla loro struttura fondamentale, politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie regionali e locali. Rispetta le funzioni essenziali dello Stato, comprese le funzioni di salvaguardia dell’integrità territoriale, di mantenimento dell’ordine pubblico e di tutela della sicurezza nazionale". La Costituzione aggiunge che, in virtù del principio di sussidiarietà, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva, l’Unione interviene solo se e nella misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente raggiunti dagli Stati membri. Esaminiamo poi il rispetto dei diritti umani: si garantisce a tutti, singoli e gruppi, il rispetto della libertà di pensiero e di coscienza, d’educazione e d’associazione, compresi il diritto al lavoro e tutti gli altri diritti civili. Viene inoltre garantita la libertà di fruire dell’arte, della cultura, della dimensione spirituale e religiosa della vita.

Tutti i valori ricordati, posti alla base della Costituzione europea, sono considerati oggi valori "laici", ma è innegabile anche la loro ispirazione religiosa, cristiana in particolare, così come ci viene presentata dalla dottrina sociale cristiana e, recentemente, soprattutto dai documenti del Concilio Vaticano II e dal Magistero di Giovanni Paolo II.

Esistono in ogni caso anche differenze notevoli rispetto ai valori cristiani su alcuni specifici punti e su questi i cristiani sono chiamati in prima persona ad impegnarsi costruttivamente e "laicamente" per perfezionarli.

Se nel Preambolo sono citate unicamente "eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa", possiamo riconoscere che nella sostanza le "radici cristiane" dell’Europa e della sua Costituzione sono presenti e possono diventare un’occasione propizia per rendere testimonianza della forza della fede da parte di chi opera nelle Istituzioni europee.

Ci sembra particolarmente corretto che la "grande casa" europea possa continuare a crescere su valori comuni e condivisi nel rispetto reciproco delle diversità e nello sforzo di mettere in pratica gli ideali che hanno spinto a percorrere la via ardua e affascinante che ha portato all’Unione Europea.

Lo strappo che ultimamente ha portato al rifiuto della candidatura proposta dall’Italia per l’Onorevole Rocco Buttiglione, a nostro parere, si inserisce in un discorso complesso, ma ci sembra che non sia stata fatta una discriminazione nei suoi riguardi in quanto cristiano cattolico, poiché non è certo l’unico cattolico a coprire cariche importanti in Europa. Sicuramente la vicenda, con le polemiche che l’hanno accompagnata, da tutte le parti non ha contribuito a scrivere una bella pagina, ma siamo fiduciosi nel futuro perché (come scrisse Prodi qualche tempo fa) "la nostra forza, la nostra grandezza é sempre stata quella di aver saputo convertire la diversità in complementarità e in azione positiva, anziché in contrapposizione e scontro".

Il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri di Lentate Democratica colgono l’occasione per augurare a tutti i Cittadini e i Consiglieri dell’Opposizione di Lentate sul Seveso un Sereno Natale e un Felice 2005 pieno di Pace, Salute e Sogni da realizzare.

Lentate Democratica

 

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