LA PAGINA DEI GRUPPI CONSILIARI -
Torna allindice"Ossessione Nichilista"
Buttiglione, commissario designato a giustizia e interni nella nuova Commissione Europea con la carica di Vice-Presidente è stato bocciato dalla Commissione "Libertà civile" dellEuroparlamento.
Di per sé il fatto potrebbe essere un atto di normale amministrazione, quello che ci sconcerta è il motivo della sua bocciatura: perché è un cattolico, moderato (in altre parole non di sinistra) e italiano. Perfino un giornale come Avvenire, titolava "Atto schifoso per forma e sostanza".
Episodi di intolleranza verso i cattolici ed il rifiuto del cattolicesimo stanno diventando allordine del giorno in Europa.
Dapprima il rifiuto ad introdurre nel preambolo della Costituzione Europea anche un solo accenno alle radici cristiane dellEuropa.
Zapatero, appena fortunosamente eletto a seguito di unazione terroristica, sconvolge la vita sociale spagnola con la liberalizzazione dellaborto, blocco della legge che dava pari dignità allinsegnamento della religione cattolica, divorzio rapido, equiparazione delle unioni omosessuali ai matrimoni con diritto di adozione, esperimenti sugli embrioni, tagli ai finanziamenti alla Chiesa Cattolica e così via.
In Italia è polemica sul crocefisso nelle aule, Fassino (segretario DS) che è favorevole alle unioni (quali) di fatto.
In Emila Romagna il Consiglio Regionale ha escluso dal preambolo al nuovo statuto un accenno alle Radici Cristiane.
A Strasburgo il Consiglio dEuropa sistema laborto tra i diritti fondamentali delluomo. La cosa più notevole però è che nella stessa risoluzione, al cap. 9, si esprime un "richiamo" ai paesi dove le donne sono "costrette a ricorrere allaborto illegale".
Proprio qui sta il punto: se non ti adegui non sei nessuno, non hai diritti, sei da rieducare, se non con i gulag (antiquati), con i provvedimenti amministrativi.
Non sono allora le "Radici Cattoliche" evitate accuratamente che forse ci volevano?
E noi a Lentate come la pensiamo?
Casa delle Libertà
La metropolitana di New York compie centanni: auguri opera pubblica!
Nel mese di ottobre la metropolitana di New York compirà centanni: un bel traguardo per unopera pubblica.
Con i suoi 1162 chilometri di lunghezza ogni giorno circa sette milioni di persone raggiungono in modo agevole le varie parti della città per lavoro, per divertimento, per necessità.
Chissà durante i lavori di costruzione quanta curiosità, quanta ammirazione per questopera ciclopica che si apprestava a compiere una rivoluzione nel modo di concepire il trasporto delle persone non più a cielo aperto con i classici sistemi in voga allepoca, bensì con linnovazione del percorso sotterraneo.
Chissà però quante lamentele da parte dei cittadini soprattutto da chi prospettava sui cantieri di lavoro in ambito residenziale o commerciale fino alla persona che vedeva nel tunnel un pericoloso antagonista al quieto tran-tran dei tram e delle carrozze trainate dai cavalli.
"Non si può vivere in questo continuo trambusto, in questo caotico rumore misto a polvere" avrà obbiettato il residente "Con queste impalcature, questo groviera di asfalto e terra sto perdendo clienti e profitto era meglio prima con il cloppete-cloppete dei cavalli" avrà ribattuto prontamente il commerciante!
Eh sì, i disagi spaventano e danno fastidio altrimenti non si chiamerebbero disagi. Pensiamo, però solo per un secondo a New York senza metropolitana, a Londra senza Underground (che è il sinonimo in lingua inglese da leggere andergraund, chiamata familiarmente The tube il tubo) e per stare in casa nostra a Milano senza il medesimo mezzo di trasporto: che vita sarebbe? Un caos!
Sappiamo tutti benissimo che oggi i mezzi di trasporto sono diventati fondamentali e irrinunciabili per la nostra vita quotidiana, per il nostro lavoro, per il nostro tempo libero e i nostri bisogni.
Sappiamo anche che i mezzi di trasporto hanno bisogno di infrastrutture dove correre e parcheggiare in modo innovativo nel rispetto dellambiente naturale e costruito con le sue valenze sociali, storiche, architettoniche e non da ultimo commerciali e nel rispetto delle persone che tale ambiente vivono e fruiscono.
Proprio per questi motivi alla presenza di cantieri pubblici andrebbe messo un po di sano buon senso e capacità di vedere oltre il disagio momentaneo, prospettando così per se stessi e la comunità, un nuovo rinascimento urbanistico fatto di cose e soprattutto di situazioni nuove per una nuova qualità della vita.
Ecco prontamente sgorgare una rinnovata fiducia nel futuro, un rimboccarsi le maniche carichi di rinnovata energia. È vero, infatti, che un cantiere crea disagio ma nulla crea disagio più della mancanza della speranza verso il futuro proprio e del prossimo. Questa non deve mancare ora più che mai, perché non ci sono ostacoli se cè voglia di imprendere in modo creativo e vivere il territorio in modo attivo senza necessariamente rintanarsi in un ipermercato. Questa è linea di Lentate Democratica e questo è laugurio ai Cittadini di Birago, Camnago, Cimnago Copreno e Lentate che sono e saranno interessati da opere pubbliche nel futuro prossimo.
Lentate Democratica