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Il decreto "tagliabilanci" costa al Comune 39.390,00 Euro

Spese per acquisto beni e prestazione di servizi decurtate del 10%. E per il 2005? Saranno limitate anche le spese per gli investimenti!!

A cura dell’Assessore alle Finanze, Gianfranco Borin

 

Il Governo nei mesi scorsi ha attuato una manovra correttiva dei conti pubblici per l’anno 2004 usciti fuori controllo. Tale manovra è stata attuata con Decreto Legge n° 168 del 12 luglio 2004. Il decreto, che aveva il compito di ridurre le spese già programmate nei bilanci di previsione dei vari enti, è stato definito dalle associazioni dei comuni "decreto tagliabilanci" visti i contenuti dello stesso decisamente penalizzanti per gli enti locali.

Il provvedimento di legge è stato aspramente criticato da moltissimi amministratori sin dalla sua pubblicazione. Alcuni giorni dopo l’emanazione del decreto, con un gesto che non ha precedenti, una folta delegazione di sindaci ha simbolicamente riconsegnato le chiavi dei palazzi municipali a Palazzo Chigi sede del Governo.

Le critiche più forti riguardano il metodo usato dal Governo, che non ha attivato nessuna forma di concertazione preventiva con gli altri livelli di governo destinatari della manovra correttiva. È stato considerato questo un atteggiamento di arroganza e di insensibilità che si pone in aperto contrasto con il principio di leale collaborazione tra i vari livelli istituzionali sancito dal dettato costituzionale.

Ci sono poi dubbi sulla legittimità costituzionale del provvedimento che lede fortemente l’autonomia finanziaria e gestionale costituzionalmente garantita agli enti locali.

Inoltre, bisogna ricordare che la manovra di taglio delle spese fa seguito ad interventi analoghi già contenuti nelle leggi finanziarie degli ultimi due anni, che hanno già richiesto da parte delle amministrazioni locali un notevole sforzo per garantire la qualità e quantità dei servizi offerti alla popolazione.

La forte penalizzazione inflitta ai bilanci comunali è oltremodo ingiusta se si considera che il giudizio espresso dalla Corte dei Conti, nella relazione annuale presentata nei mesi scorsi in Parlamento, certificava la virtuosità del comparto degli enti locali all’interno della Pubblica Amministrazione che rende, pertanto, ancora più inaccettabili, iniqui ed ingiusti i tagli alle spese nonché le limitazioni all’autonomia degli enti locali stessi.

Al decreto in fase di conversione in legge sono state apportate alcune modifiche, ma il contenuto penalizzante per i comuni è rimasto.

Il provvedimento prevede per i comuni come il nostro, che ha rispettato i vincoli di bilancio (Patto di stabilità) imposti dalla Legge finanziaria per l’anno 2003, una riduzione del 10 per cento delle spese, non ancora impegnate alla data di entrata in vigore del decreto, per l’acquisto di beni e servizi, escluse quelle dipendenti da prestazioni di servizi correlati a diritti soggettivi dei cittadini.

Nel Consiglio Comunale di martedì 21 settembre u.s. è stata portata la delibera di adeguamento al provvedimento in argomento del bilancio di previsione anno 2004.

In base alle modalità di calcolo dei tagli contenute nel decreto si è dovuto procedere alla decurtazione di spese per acquisto di beni e per prestazioni di servizi per una somma complessiva di Euro 39.390.

Nei giorni scorsi il Governo ha presentato la manovra finanziaria che intende adottare per l’anno 2005, da quanto fin qui si è potuto capire non c’è da aspettarsi niente di buono. Ancora una volta i comuni sono limitati nelle loro possibilità di scelta, essendo previsto un vincolo al tetto di spesa, che, diversamente del passato, questa volta comprende anche le spese per investimenti: come si può pensare che l’economia si riprenda se si limitano gli investimenti dei Comuni.

Non parliamo poi delle riforme costituzionali in discussione in Parlamento: si vuole cambiare l’organizzazione dello Stato per renderla di tipo federalista fermandosi alle Regioni, dimenticando che il nostro Paese è fondato sulle autonomie locali cioè sui comuni, che sono il punto di riferimento certo per decine di milioni di cittadini.

I.C.I. - IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI

VERSAMENTO 2a RATA A SALDO ANNO 2004

 

Dal giorno 1 al giorno 20 dicembre 2004 i contribuenti soggetti all'I.C.I. devono effettuare il pagamento della 2^ rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno 2004, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, la quale ammontava al 50% dell'imposta dovuta calcolata sulla base delle aliquote e della detrazione dei dodici mesi dell'anno precedente. I parametri I.C.I. adottati da questo Comune per l'anno 2004 sono i seguenti:

ALIQUOTA ORDINARIA: 5,50 ‰

ALIQUOTA RIDOTTA: 4 ‰ a favore delle persone fisiche soggetti passivi e dei soci di cooperative edilizie a proprietà indivisa, residenti nel comune, per l'unità immobiliare direttamente adibita ad abitazione principale e relative pertinenze

ALIQUOTA AGEVOLATA: 4 ‰ a favore di unità immobiliari oggetto di interventi rivolti al recupero di immobili inagibili o inabitabili o interventi finalizzati al recupero di immobili di interesse artistico o architettonico localizzati nei centri storici, ovvero volti alla realizzazione di autorimesse o posti auto anche pertinenziali oppure all'utilizzo di sottotetti

ALIQUOTA RIDOTTA: 4 ‰ a favore di proprietari che concedono immobili in locazione a titolo di abitazione principale alle condizioni stabilite dagli accordi previsti dalla Legge n. 431/98

ALIQUOTA AUMENTATA: 7 ‰ nei confronti di immobili non locati per i quali non risultino essere stati registrati contratti di locazione da almeno due anni

DETRAZIONE abitazione principale: Euro 103,29 misura unica secondo la normativa vigente.

Il pagamento deve essere eseguito mediante autotassazione, nei confronti del Concessionario della Riscossione per la Provincia di Milano ESATRI S.p.A. Viale dell’Innovazione, 7 Milano - Conto Corrente Postale n. 177469.

Per il versamento i contribuenti possono usufruire dei moduli prestampati inviati loro dal Concessionario della riscossione.

Il presente avviso non interessa quei contribuenti che si sono avvalsi della facoltà di corrispondere il tributo, complessivamente dovuto, in unica soluzione annuale entro il 30 giugno 2004, applicando direttamente aliquote e detrazione in vigore quest'anno.

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